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Uso di Google Shopping – Come pubblicare i propri Annunci in Google Shopping
3 gen
Da un po’ di mesi è sbarcato anche in Italia un nuovo Servizio di Google rivolto a tutti i negozi e-commerce e al popolo degli acquirenti online, si chiama Google Shopping. Questa nuova piattaforma web, dall’interfaccia friendly e senza particolari complicazioni, consente agli esercenti di pubblicare in maniera del tutto gratuita i propri annunci che rimanderanno direttamente al sito del commerciante e per gli utenti finali di cercare prodotti, confrontare prezzi, identificare il venditore ecc.
Google shopping conferma l’interesse di Google verso l’e-commerce, ed è particolarmente curioso come Google abbia deciso di non applicare nessuna fee di ingresso ai negozi. Questa è sicuramente una strategia interessante, atta forse a rafforzare ancor di più il suo ruolo di motore di ricerca universale. Infatti ora per quasi tutti i prodotti cercati attraverso google, o almeno quelli con una certa frequenza di ricerca, viene visualizzata verso la terza/quarta riga il risultato di ricerca prodotto da Google Shopping con sempre tre annunci indicanti il titolo assegnato dal commerciante, il prezzo e il sito di riferimento del commerciante
Se ad esempio volessimo ricercare in Google la parola Sacco Nanna, comparirà alla terza riga il seguente risultato:
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Vediamo ora brevemente quali sono i principali passi che un commerciante, già presente col suo sito web, deve seguire per poter visualizzare i propri annunci su Google Shopping.
Creazione di un profilo utente in Google Merchant
Per poter comparire in Google Shopping è necessario accedervi attraverso Google Merchant. Quindi la prima cosa da fare è creare un proprio account in Google Merchant Center. Qualora però si possieda già un account Google (ad esempio con Gmail) basterà inserire i propri dati altrimenti sarà comunque semplice creare un nuovo profilo.
Una volta creato l’account (inserendo id, password e altre informazioni supplementari) verranno richiesti i dati relativi alla propria attività commerciale, sotto la pagina delle Impostazioni Generali, quindi: Nome del Negozio, una breve descrizione, indirizzo, numero di telefono e fondamentale l’URL del sito, cioè l’indirizzo web del proprio sito e-commerce. Presta attenzione nell’inserire il sito principale senza suffissi, ad esempio inserisci: http://www.negoziosignorrossi.it e non: http://www.negoziosignorrossi.it/home o altri suffissi, e tantomeno indirizzi IP.
In seguito naturalmente gli annunci che inserirai dovranno corrispondere col sito registrato.
Verifica e rivendicazione dell’URL di un sito web
Uno volta creato il profilo Utente ed inserito l’indirizzo web del negozio esso va verificato e rivendicato. Il processo è abbastanza semplice.
Per la Verifica dell’URL segui i seguenti passi:
1) Vai alla pagina Strumenti per webmaster di Google
2) Accedi con il profilo utente creato
3) Clicca l’icona rossa “Aggiungi Sito” e scrivi l’indirizzo del sito del Negozio inserito in Google Merchant e poi clicca Continua.
4) A questo punto si devono seguire le istruzioni ossia si dovrà scaricare un codice html fornito da Google che andrà inserito nel proprio sito. Per coloro che utilizzano già Google Analytics sarà invece sufficiente cliccare “Utilizza il tuo account Google Analytics” dalla finestra Metodi Alternativi per Verificare il proprio sito.
Fatto questo, si torna su Google Merchant Center per Rivendicare il proprio sito. E’ importante che l’account che si utilizza per entrare in Google Merchant e Google Webmaster sia lo stesso.
In Google Merchant entra in Impostazioni Generali, e in URL del sito web clicca su Rivendica il sito. Infine Salva le Modifiche.
Caricamento dei propri prodotti in Google Merchant
Eccoci finalmente pronti per caricare i nostri prodotti in Google Merchant in modo da farli poi comparire in Google Shopping. L’operazione è meglio nota come feed dei dati consiste neii seguenti passi:
1) Dal sito di Google Merchant clicca la pagina “Feed di Dati” e selezione l’icona nuovo feed di dati.
2) Selezione il paese di destinazione in cui far comparire i prodotti di Google Shopping. Se vendi solo in Italia scegli Italia, altrimenti ripeti il feed di dati anche per altri paesi.
3) Inserisci il nome del file che andrai a creare con la lista dei tuoi prodotti. Sono ammessi file testo txt oppure xml.
A questo punto dovrai creare il file, utilizzando il nome assegnato nel Feed dei dati, che andrà poi caricato.
Il modo più semplice per creare il file di feed, è quello di creare un file in formato excel e poi una volta creato convertirlo in un file txt (per convertire un file da excel a txt vai alla guida di support di Google.
Per la creazione del file excel si può seguire la seguente breve guida, dove si potrà altresi scaricare un excel esempio che sarà un utile punto di inizio.
Nel prossimo articolo approfondiremo il feed di dati e alcuni consigli da seguire.
Google AdWords: consigli per diminuire il CPC
29 apr
Viviamo in tempi di crisi… e ogni giorno ci confrontiamo con questo fatto… cosa possiamo fare allora, nel nostro piccolo, per risparmiare sui costi di marketing? Sicuramente è possibile ottimizzare i costi per clic delle nostre campagne Google Adwords…
Ecco qua 3 semplici consigli per diminuire il CPC di Google AdWords:
1. Corrispondenza esatta
Adwords offre 4 opzioni di corrispondenza relativamente alle parole chiavi.
Le opzioni di corrispondenza delle parole chiavi determinano quali ricerche di Google attivano la visualizzazione dell’annuncio pubblicitario. Tali opzioni consentono quindi di avere un maggiore controllo e capire a quali utenti vengono effettivamente visualizzati gli annunci. L’impostazione di default è: “corrispondenza generica”; essa implica la pubblicazione dell’annuncio per ricerche fatte per frasi simili o varianti pertinenti alla parola chiave inserita
Un’altra opzione è la “Corrispondenza esatta”. Essa prevede invece la pubblicazione dell’annuncio esclusivamente quando la ricerca in Google è perfettamente coincidente con la frase da noi scelta. Una caratteristica importante che non molti sanno è che il pagamento per clic è minore quando la parola cercata corrisponde esattamente alla parola indicata nella campagna Adwords. Se ad esempio qualcuno cercasse in Google per “passeggino Chicco” e la parola chiave della nostra pubblicità includesse proprio la frase “passeggino chicco”, allora qualora venisse cliccata la nostra pubblicità il pagamento richiesto per tale clic sarebbe più basso della visualizzazione per corrispondenza generica.
Vale allora la pena per quelle parole chiavi che hanno un alto costo per clic inserirle nella campagna Adwords sia per corrispondenza generica che per corrispondenza esatta.
2. Gruppi di annunci (Adgroups) specifici
Google Adwords offre la possibilità di dividere la campagne in diverse gruppi di annunci con parole chiavi diverse e annunci specifici.
Oltre al prezzo pagato per clic, Google prende in considerazione anche altri fattori per decidere l’ordine di visualizzazione dei link pubblicizzati. Google infatti va ad analizzare anche altri parametri quali: il Click Through Rate (CTR), la rilevanza dell’annuncio e la pagina di destinazione per la parola chiave cercata. Quindi sulla base di tali fattori Google assegna ad ogni parola chiave un “punteggio di qualità” o qualità score.
Per migliorare il punteggio di qualità di una parola chiave il suggerimento è quello di fare dei gruppi di annunci più specifici. Anziché avere un solo gruppo di annunci ed usare quindi un’unica pubblicità per tutte le parole chiavi mandando tutto il traffico alla stessa pagina di destinazione, è più efficace creare dei sottogruppi (gruppi specifici) di parole collegati ad altrettanti annunci nei quali si utilizzino appunto le parole chiavi del sottogruppo. Ogni annuncio quindi punterà a una pagina di destinazione ben correlata al gruppo specifico di parole chiavi ed è consigliabile inoltre che la pagina di destinazione contenga al suo interno tali parole chiavi.
3. Google Content Network
Invece di affidarsi solo a Google.it, si consiglia di fare anche delle campagne puntando ai siti web di contenuto che fanno parte del network di Google (AdSense). I costi per clic sono molto più bassi sulla rete dei siti partner rispetto a Google.it.
Una campagna pubblicitaria sui siti partner richiede però un approccio diverso da quello classico che si fa nel motore di ricerca, ma con la giusta strategia anche li si può ottenere un ROI positivo.
Strumenti per i Webmaster di Google: Ora è possibile vedere il Clickthrough rate
15 apr
Ieri Google ha annunciato che da ora in avanti tra gli Strumenti per i Webmaster verrà mostrato il Clickthrough delle ricerche naturali. Ciò significa che per ogni parola chiave sarà possibile vedere quante volte il tuo sito è comparso tra i risultati di Google, in quale posizione, per quale pagina di destinazione e quante persone hanno cliccato sul link arrivando quindi al tuo sito. Complimenti a Karel Geenen che è stata la prima persona a scoprire questa novità (prima dell’annuncio ufficiale).
Nella schermata qui sotto, è mostrato un esempio dei nuovi rapporti forniti. Come possiamo vedere nell’esempio per la parola chiave “ricky martin gay” il nostro sito ha avuto 3.600 impressioni su Google e tra questi vi sono stati 110 clic al sito, di conseguenza il clickthrough rate è pari al 3%. Inoltre, possiamo vedere che meno di 10 volte siamo apparsi alla posizione numero 1, mentre alla posizione numero 5 siamo apparsi per 210 volte, 1000 volte tra le posizioni 6 e 10, ecc… e per ognuno dei diversi posizionamenti è mostrato quante volte è stato fatto un clic al nostro link.

Perché questa informazione è utile?
Quando vogliamo migliorare una campagna AdWords spesso usiamo il clickthroughrate per ottimizzare gli annunci, ora è possibile nella stessa maniera ottimizzare i risultati naturali. Ad esempio supponiamo di avere un sito con 2 pagine: una che parla di “auto” e l’altra che parla di “moto”. Negli Strumenti per Webmaster troverai le parole chiavi “auto” e “moto”, con il corrispondente numero di apparizioni e le informazioni relative alla posizione in cui sono apparse in Google.
Supponiamo che quando la parola “auto” è tra le posizioni 6-10 di Google di avere un clickthrough rate del 2%, mentre per la parola chiave “moto” nella stessa posizione vi sia un click-through rate del 4%. Questa differenza starà a significare che la visualizzazione della pagina che parla di “auto” non e ottimale.
In cosa consiste dunque la visualizzazione della pagina in Google? Principalmente il titolo della pagina e la descrizione (per questa la metadescription è spesso utilizzata), come illustrato in seguito.
Provate a pensare a quanto il titolo e la descrizione può rendere attraente i vostri visitatori il visitare la pagina, magari è utile guardare le tue campagne Adwords per vedere che formulazione/testo funziona, o provare ad inserire un invito all’azione dentro la descrizione (per esempio: Auto Freak? Leggi ora qui le ultime notizie di auto …… ecc ecc).
Vi sono poi inoltre anche altre opportunità SEO messe a disposizione da questo nuova feature di Google Strumenti per webmaster.
Guadagnare con Google AdSense
1 apr
E’ proprio vero?
E’ davvero possibile inserire qualche link di AdSense all’interno del mio sito web e diventare ricco? La risposta è Sì e No!
Con AdSense si può in effetti guadagnare un bel po’, ma è altrettanto vero che per poterlo fare è richiesta una certa mole di lavoro. Ecco di seguito alcuni piccoli suggerimenti su come iniziare il vostro business con Google AdSense.
1. Prima di tutto crea il tuo sito web o blog su un argomento che ti interessa e in cui quello che scrivi possa essere d’interesse ad un pubblico il più ampio possibile.
Alcuni, per decidere l’argomento del proprio blog, ricercano furbamente quelle parole chiavi di maggior valore economico cioè quelle parole chiavi per le quali gli inserzionisti sono disposti a pagare maggiormente perché appartengono a settori che hanno più valore di mercato e per le quali c’è più concorrenza. Ma spesso tale approccio si rivela poco intelligente in quanto non si è magari sufficientemente competenti dell’argomento scelto con la conseguenza che i contenuti che si andrebbero a scrivere potrebbero essere poveri e banali con l’effetto di ottenere pochi risultati.
Meglio puntare quindi su un argomento che appassiona e sul quale si ha molto da raccontare. In questo modo sarà più facile sviluppare con regolarità nuovi contenuti.
In secondo luogo, scegliendo un argomento esclusivamente per fini di guadagno pubblicitario si corre il rischio di essere etichettati come siti che sono specificatamente realizzati per AdSense. Tali siti vengono generalmente chiamati Made for AdSense (MAF) e sono spesso individuati da Google ai quali destina un minor pagamento per click o addirittura vieta la partecipazione al programma AdSense.
2. Crea un sito SEO-friendly, cioè un sito che viene trovato facilmente in Google. Una volta che hai un sito web o un blog è importante attirare nuovi visitatori al sito, perché sono loro che devono cliccare gli annunci.
Il modo migliore per farlo è quello di ottimizzare il sito per i motori di ricerca in modo che il sito web consegui una posizione migliore nella ricerca naturale e ottenga così traffico gratuitamente! E’ possibile anche promuovere il sito tramite il programma Google AdWords, ma c’è il rischio che i costi siano sempre più alti delle entrate AdSense.
Per ulteriori informazioni su come ottimizzare il vostro sito, vi rimando alla sezione Search Engine Optimization
3. Inserire gli annunci di AdSense nella giusta posizione.
Il team AdSense offre regolarmente suggerimenti su come e dove mettere gli annunci al fine di ottenere un buon CTR o Click Through Rate. Io stessa ho lavorato per alcuni anni per Google AdSense supportando diversi publishers europei nella collocazione degli annunci, quindi aspettati a breve più articoli su questo argomento all’interno di webpensiero.it .
Il principio base è quello d’inserire la pubblicità nei luoghi del sito in cui i visitatori stanno cercando maggiori informazioni, ad esempio, sotto gli articoli. Qualcuno infatti potrebbe aver appena letto un articolo interessante sul vostro sito web, magari sul search engine marketing, e volere maggiori informazioni inerenti all’argomento appena letto, gli annunci AdSense presenti sotto l’articolo, collegati al contenuto dell’ articolo stesso, offrono quindi dei link interessanti che l’utente tende a ciccare.
Anche gli annunci sotto o tra i menu di navigazione si rivelano un buon posto, la gente tende a cercare in queste posizioni per avere ulteriori informazioni, e trovando i link di Google AdSense saranno portati a cliccarli.
Un’importante raccomandazione è quella di non cliccare mai gli annunci AdSense presenti sul proprio sito, e di non chiedere ai propri amici di farlo. Sembrerebbe infatti un modo facile per ottenere denaro chiedere al tuo vicino di casa di ciccare una volta al giorno la pubblicità del tuo sito, però NON farlo! Google ha sviluppato diversi meccanismi per contrastare i clic cosiddetti fraudolenti. E se dovesse scoprire che i click non sono reali visitatori interessati, ti escluderà dal programma Google AdSense e non ti sarà mai più consentita la partecipazione.
Perché il mio sito non viene trovato in Google?
26 mar
Come fare affinché il mio sito venga trovato in Google per una relativa parola chiave legata alla mia attività? Questa è la domanda chiave di molti imprenditori e proprietari di siti web. Prima di pensare ad armeggiare con i meta tag ed altre cose che stanno dietro le quinte è consigliabile osservare attentamente al contenuto del proprio sito web e adattarlo in modo tale che le persone desiderate possano giungere al sito.
Chiediti quali sono le parole chiave che i tuoi clienti cercherebbero in Google per trovare il tuo sito ed assicurati che queste parole chiave siano utilizzate sul sito !!
Ad esempio supponiamo di possedere uno dei più grandi e completi siti che trattano dell’argomento relativo al matrimonio… però il sito si chiama www.sposare.it… ed utilizza poco la parola “matrimonio”… si avrà quindi molta difficoltà a trovarlo attraverso Google con la parola “matrimonio”, anche se magari esso risultasse alla posizione numero uno in Google sulla base dei contenuti.
I motori di ricerca non sono (ancora) in grado di pensare con quella logica di ragionamento che “sposare” si riferisce per il 100% a “matrimonio”.
Come decidere allora su quale parole chiave puntare? Prima di tutto è necessario indagare quali sono i volumi che una ricerca in Google produce relativamente ad ogni parola chiave che sia collegata al contenuto del sito che si vuole promuovere. Google ha un tool ideale per fare ciò e si chiama Google Insight for Search. Attraverso questo tool è possibile confrontare i volumi di ricerca delle diverse parole. Fatta tale analisi si dovrà dare enfasi sul proprio sito alle parole più cercate.
E’ anche importante esaminare come e dove usare queste parole chiave: la parola è solo nominata un paio di volte nel testo oppure esiste una sezione o una pagina dedicata a questa parola? Avendo la parola chiave contenuta nell’URL, o nel Titolo o ancora nell’Header, essa viene considerata da un motore di ricerca più importante rispetto alle parole incluse solamente all’interno del testo di un articolo.
E’ buona norma prima di realizzare un sito web pensare alle parole chiave per le quali si desidera raggiungere un buon posizionamento in Google e di conseguenza strutturare il sito intorno a queste parole. Questo modo di procedere è molto più semplice di dover invece modificare il sito in un secondo tempo.
Una cosa da evitare è l’ imbottitura del sito con liste di keyword (nascoste), assicurati sempre di offrire un contenuto autentico ed utile per gli utenti, altrimenti si corre il rischio che i motori di ricerca lo indicizzano come keyword spam con la conseguenza che il sito sarà punito negli index ed il posizionamento abbassato.
Cosa è AdWords? Google AdWords per principianti
25 mar
AdWords di Google è una forma di Search Engine Marketing (SEM) ossia quel settore del web marketing che si applica ai motori di ricerca e che include tutte le operazioni in grado di originare traffico qualificato per un preciso sito web. Altri motori di ricerca offrono programmi simili. Di seguito spiegherò cosa intendiamo per search engine marketing e per AdWords di Google.
Che cos’è il marketing dei motori di ricerca?
Per la maggior parte dei motori di ricerca non è possibile pagare affinché il proprio sito web appaia tra i migliori risultati di ricerca. I motori di ricerca basano la loro esperienza sul fatto che la visualizzazione dei siti web avviene in base alla pertinenza della parola cercata e non sulla possibilità di pagare. L’ordine dei risultati di ricerca (risultati naturali) è determinato da un meccanismo complesso costituito da diversi fattori, incluso il contenuto e la popolarità del sito. Tramite l’ottimizzazione del sito è quindi possibile migliorare, in una certa misura, la posizione nei risultati naturali forniti dai motori di ricerca, ma tale attività richiede tempo e molto lavoro. Un modo veloce per ottenere un “alto punteggio” nei motori di ricerca è quello di pubblicizzare il proprio sito tramite il programma di Google AdWords.
Dove vengono visualizzati gli annunci pubblicitari?
I motori di ricerca riservano posizioni particolari per i link sponsorizzati, che di solito vengono visualizzati in modo chiaramente distinto dai risultati naturali. Questi link sponsorizzati sono spesso in alto e a destra dei risultati naturali. Ciò consente anche agli utenti meno esperti di distinguere chiaramente tra risultati “reali” e gli annunci reclamizzati. La figura qui sotto mostra le sezioni degli annunci in rosa e in grigio i risultati della ricerca naturale.
Chi vede il mio annuncio?
L’ inserzionista può scegliere per quale parola chiave desidera che venga visualizzato l’annuncio del proprio sito web. Se ad esempio siete un istituto di bellezza e desiderate che il vostro sito web sia trovato su Google, si potrà scegliere come parola chiave: “trattamento di bellezza” oppure “bellezza”. Cosi ogni volta che qualcuno farà una ricerca in Google per “trattamento di bellezza” o “bellezza” il vostro sito apparirà fra i risultati sponsorizzato.
Come viene deciso l’ordine di apparizione degli annunci?
Lo spazio pubblicitario ed i link sponsorizzati solitamente sono “venduti” all’asta attraverso il sistema “pay per click’ dove l’inserzionista decide di pagare (a Google) un certo importo che può variare da qualche centesimo a qualche di euro. L’inserzionista pagherà quindi l’importo fissato ogni volta che un qualsiasi utente fa clic sul suo annuncio. Così, il sito web dell’inserzionista che decide di pagare di più per una determinata keyword (parola chiave) verrà mostrato con ordine prioritario rispetto agli altri che hanno deciso di spendere meno per la stessa parola. Oltre al prezzo pagato per clic, Google guarda anche altri fattori per decidere l’ordine, come il Click Through Rate (CTR) e la rilevanza del sito per la parola chiave cercata: su questa base per ogni parola chiave Google assegna un “punteggio di qualità” o qualità score. Il punteggio di qualità è impostato in modo tale che gli annunci risultino utili e rilevanti per i visitatori. Per ulteriori informazioni sul punteggio di qualità e sul CPC leggete l’articolo su come ridurre i costi Google AdWords riducendo il CPC.
Dove posso iniziare con la pubblicità online?
Ci sono diversi motori di ricerca in Italia, ma il motore di ricerca più usato è Google, infatti il 95% delle ricerche sono fatte attraverso Google, quindi è più utile partire con Google. Il programma pubblicitario di Google è chiamato AdWords. Il programma AdWords è un programma self-service, è possibile iniziare subito a scegliere le parole chiave e a creare annunci. Si può anche impostare quanto spendere ogni giorno. Il centro d’informazione Adwords contiene una spiegazione dettagliata del programma on delle lezioni interattive.
Webpensiero.it contienerà numerosi articoli con suggerimenti per migliorare le vostre campagne pubblicitarie.




