Webmarketing by Webpensiero.it

Follow me on TwitterFeed RSS

  • Home
  • Chi siamo
  • Vuoi scrivere anche tu?
  • contatto

Wordpress oppure Joomla ?

2 set

Pubblicato da annerieke in Creare un Sito

Nessun commento

Quando in maniera più o meno amatoriale ci dilettiamo nella costruzione di un sito internet risulta senz’altro agevole avvalersi di alcune piattaforme CMS (Content Management System), cioè piattaforme che, appoggiandosi su un database, consentono la realizzazione di un sito web dinamico avvalendosi di poche nozioni internet e senza dover assolutamente conoscere linguaggi di programmazione html o php.

In maniera molto semWordpress vs Joomlaplice, senza essere degli esperti, sarà quindi possibile mantenere aggiornato il contenuto del nostro sito con articoli ed immagini. Persino le agenzie web oggi preferiscono appoggiarsi a dei CMS per la costruzione dei siti in maniera da poter dedicare maggior tempo al web marketing e l’ottimizzazione dei siti, business oggi sicuramente più redditizi.

A questo punto la prima domanda che si pone chi vorrà cimentarsi nell’appassionante mondo dei siti web è quale CMS utilizzare?

Oggi ne esistono molteplici ma i più noti sono sicuramente Wordpress, Joomla, Drupal e Xoops. Ne esistono poi moltissimi altri specializzati in settori di nicchia come ad esempio Magento per siti di e-commerce, anche se va detto che anche Joomla con la componente aggiuntiva Virtuemart è un in grado di rispondere alle esigenze del commercio elettronico.

Nell’analisi del seguente articolo ci soffermiamo però solamente sulle principali differenze tra i due più noti: Wordpress e Joomla.

Wordpress il sistema migliore per un Blog

Wordpress non è propriamente un CSM ma si avvicina molto ad esso. E’ stato sviluppato principalmente col fine di consentire in maniera facile ed immediata la costruzione e il mantenimento di blog, ma può essere utilizzato anche per siti statici che non richiedano eccessivi aggiornamenti.

E’ molto facile da installare, ha un’interfaccia di back-end semplice ed immediata e non è necessario alcuna conoscenza di linguaggi di programmazione. Ma per chi ha un po’ più di dimestichezza con linguaggi php e jquery è possibile lo sviluppo di siti più complessi.

L’aspetto grafico è apprezzabile con una varietà molto ampia di template alcuni dei quali consentono facili customizzazioni avvalendosi anche di plugin aggiuntivi. Inoltre alla voce Temi del Menù, sì trova “editor Temi” che permette la costrizione manuale del tema, per fare ciò si dovrà però conoscere un pò di php in modo d’amministrare i plugin che si desidera inserire nel sito.

Dal punto di vista del web marketing  e dell’ottimizzazione SEO, Wordpress è implementato molto bene e consente di ottenere ottimi risultati in termini di posizionamenti in Google.

Joomla il CSM adatto per siti iterativi

Se si desidera avere un sito con delle aree che cosentino downloads, newsletter, forum, e altre cose… quali creazione di community il CSM adatto è senza dubbio Joomla.

Egli si presta in maniera ottimale oltre che a siti friendly e divertenti anche a siti che vogliano risultare professionali. Molto diffuso è l’utilizzo di Joomla nel mondo delle piccolo medie imprese, nel campo delle Agenzie Immobiliari ma anche nel settore turistico con la gestione di portali per Agriturismi e Hotel, ma anche per Agenzie di Viaggio con anche la possibilità della gestione di booking online, fino a coprire i settori dell’e-commerce. Insomma Joomla, pur rimanendo un CSM di non difficile gestione permette una varietà di utilizzi in grado di soddisfare le richieste più esigenti.

L’installazione è analoga a Wordpress, semplice e automatica. L’interfaccia di back-end è però un un po’ più complessa ma dopo qualche giorno di allenamento, nella creazione di sezioni e categorie, e nell’utilizzo dei diversi componenti, si riuscirà a destreggiarsi senza particolari problemi, e comunque nella vastissima community di Joomla si potranno trovare tutte le risposte.

Per quanto riguarda la grafica del sito, Joomla come Wordpress ha una grandissima vastità di Template che si possono scaricare dal sito di Joomla e caricarli nel nostro menù di back-end nella sezione Gestione Template sotto la voce Estensioni. Personalmente però ho sempre trovato i Template di Wordpress leggermente più personalizzabili, Joomla infatti consente in maniera automatica customizzazioni più limitate. Per ottenere a volte delle modifiche più radicali del nostro template sarà necessario operare sui codici sorgente necessitando chiaramente di alcune nozioni di html e php, ma le potenzialità saranno superiori a Wordpress.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione SEO, Joomla rispetto a Wordpress mostra alcune maggiori complessità. Esistono comunque varie componenti aggiuntive che supportano il rewrite degli url, delle Meta keywords e tag.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
blogging, CMS, joomla, SEO, Wordpress

Come migliorare il tuo profilo LinkedIn? 6 consigli

16 giu

Pubblicato da annerieke in Social media

Nessun commento

LinkedIn è un strumento molto usato dai recruiter per la ricerca dei candidati ideali. Benché io non sia alla ricerca di un nuovo lavoro talvolta mi capita di essere contattata tramite LinkedIn per interessanti proposte di lavoro. Potresti magari essere interessato ad essere contattato tramite LinkedIn? Ecco allora 6 consigli che potrebbero aiutarti ad usare LinkedIn al meglio per essere trovati dai recruiter e per rendere il tuo profilo più interessante a potenziali posizioni.

1. SEO per LinkedIn

Prima di tutto devi assicurati di essere trovato in LinkedIn.

Lo scorso 22 Aprile nel mio account LinkedIn è apparso il seguente messaggio: “In the last 7 days, you have appeared in search results 3 times.” La mia reazione è stata: “Solo 3 volte sono apparsa nei risultati di ricerca in LinkedIn? Si può sicuramente migliorare!”

Come per il SEO di un normale sito anche per LinkedIn si deve pensare a cosa cercherebbe un recruiter per trovare il tuo profilo. Io ad esempio nel mio profilo avevo come descrizione della mia posizione: ‘Online marketing specialist’. Mi sono però resa conto che in Italia si parla piuttosto di  ‘Web marketing’… Allora quando qualcuno cerca la parola ‘web’ il mio profilo non compariva tra i selezionai. Ho quindi modificato la descrizione del mio ruolo in ‘Web marketing specialist’ e adesso il mio profilo viene trovato più spesso: ‘In the last 3 days, you have appeared in search results 10 times.’.

Assicurati quindi di usare all’interno del tuo job title, skills ed interessi, le parole chiavi più importanti del settore in cui operi. Inoltre non dimenticare d’impostare bene la tua residenza, o la zona dove vorresti lavorare. I Recruiter spesso cercano candidati solo nella zona specificata.

2. Trattare il tuo profilo come più di un CV

Katrina Collier Founder dell’agenzia www.winningimpression.com,  specialista in recruiting tramite social network, spiega come LinkedIn non deve essere soltanto un CV online, ma piuttosto uno strumento che mostri il lato migliore della tua personalità.

Come si fa? Da qualche tempo LinkedIn dà la possibilità d’installare applicazioni in grado di mostrare informazioni più dettagliate su stessi e sul proprio lavoro. Un paio di esempi:

Wordpress feed – Se si ha un blog che parli di argomenti interessanti correlati al proprio lavoro è opportuno visualizzarlo sul profilo LinkedIn e far vedere che si è esperti del proprio ambito. Vi rimando al mio profilo LinkedIn per un esempio.

Reading list – Cosa state leggendo? Questa informazione potrebbe dare un spunto sulla propria personalità ai recruiter.

SlideShare – Un altro consiglio molto interessante di Katrina e quello di creare un CV in Powerpoint ed includerlo tramite SlideShare nel proprio profilo LinkedIn. Un bell’esempio lo si può trovare nel profilo di Stuart Ross (http://uk.linkedin.com/pub/stuart-ross/4/779/1a0), questo CV in powerpoint parla molto di più di un CV tradizionale.

Eventi -  A quali eventi si partecipa? Anche questo dato dà uno spunto ai recruiter sulla propria personalità ed interessi e mostra quanto si è attivi nel proprio settore.

Twitter – Si possiede di un account Twitter? Se si, potrebbe essere utile collegarlo a LinkedIn e far vedere il proprio update Twitter dentro LinkedIn. Questo è da farsi solamente qualora l’account Twitter sia usato su un livello abbastanza professionale, altrimenti non si fa una bella figura dicendo che per l’ennesima volta ci si è svegliati con la testa pesante dopo una notte al bar ;-) .

3. Foto professionale

Katrina indica che è molto importante mostrare una  foto nel profilo. La foto deve essere professionale, quindi non scattata nel bar sottocasa o in bikini in spiaggia (o forse si, dipende dal tipo di lavoro che stai cercando). Comunque non è necessario che sia una foto scattata da un fotografo professionale.

4. Recommendations

La quantità ma anche la qualità delle raccomandazioni sono importanti secondo Katrina. Allora è bene chiedere agli (ex) colleghi di scrivere una raccomandazione su proprio profilo. Ci sono recruiter che cercano soltanto profili con raccomandazioni !!

5. Usare ‘QuestioLinkedIn answersns & Answers’

LinkedIn offre la possibilità di chiedere una domanda al proprio network tramite l’opzione ‘Answers’ (cosi ad esempio ho trovato Katrina per i consigli a questo articolo). C’e la possibilità di navigare le domande nel tuo network e per industria. Quando si è attivi nel rispondere alle domande può succedere talvolta di essere nominati come ‘best answer’ o risposta migliore, ciò dà sicuramente un’impressione positiva ai recruiter che prendono molto in considerazione.

6. Essere pro-attivo

Oltre a migliorare il proprio profilo per essere trovati… E’ necessario cercare !! C’e un azienda dove piacerebbe lavorare? Guarda in LinkedIn se trovi qualche persona dentro del tuo Network che ci lavora e contattalo. Di solito la pro-attività sarà apprezzata.

Poi sono curiosa di sentire i vostri consigli… se avete qualcosa da aggiungere lasciatemi un commento!

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
LinkedIn, SEO, slideshare, Social media, Twitter, Wordpress

SEO per blog: migliorare il posizionamento in 8 step

18 mag

Pubblicato da annerieke in SEO

2 commenti

Venerdì scorso, 14 Maggio, ho partecipato al Girl Geeks Dinner Milano, un evento tanto divertente quanto produttivo in termini di idee ed approfondimenti per tutte quelle ragazze appassionate di tecnologia e nuovi media.

Durante la serata ho avuto l’opportunità di svolgere una presentazione sul SEO. Ho illustrato brevemente, attraverso 8 principali step, come poter migliorare il posizionamento del sito e garantire un aumento del traffico generato da Google.

Una presentazione semplice e immediata che permetterà ad ogni blogger di migliorare il traffico organico del proprio sito. Di seguito trovate la presentazione:

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
blogging, Donna e web, Girl Geek Dinner, Google, Motori di ricerca, Search Engine Optimization, SEO, slideshare

Google AdWords: consigli per diminuire il CPC

29 apr

Pubblicato da annerieke in SEM

1 commento

Viviamo in tempi di crisi… e ogni giorno ci confrontiamo con questo fatto… cosa possiamo fare allora, nel nostro piccolo, per risparmiare sui costi di marketing? Sicuramente è possibile ottimizzare i costi per clic delle nostre campagne Google Adwords…

Ecco qua 3 semplici consigli per diminuire il CPC di Google AdWords:

1. Corrispondenza esatta

Adwords offre 4 opzioni di corrispondenza relativamente alle parole chiavi.

Le opzioni di corrispondenza delle parole chiavi determinano quali ricerche di Google attivano la visualizzazione dell’annuncio pubblicitario. Tali opzioni consentono quindi di avere un maggiore controllo e capire a quali utenti vengono effettivamente visualizzati gli annunci. L’impostazione di default è: “corrispondenza generica”; essa implica la pubblicazione dell’annuncio per ricerche fatte per frasi simili o varianti pertinenti alla parola chiave inserita

CPC cost per clickUn’altra opzione è la “Corrispondenza esatta”. Essa prevede invece la pubblicazione dell’annuncio esclusivamente quando la ricerca in Google è perfettamente coincidente con la frase da noi scelta. Una caratteristica importante che non molti sanno è che il pagamento per clic è minore quando la parola cercata corrisponde esattamente alla parola indicata nella campagna Adwords. Se ad esempio qualcuno cercasse in Google per “passeggino Chicco” e la parola chiave della nostra pubblicità includesse proprio la frase “passeggino chicco”, allora qualora venisse cliccata la nostra pubblicità il pagamento richiesto per tale clic sarebbe più basso della visualizzazione per corrispondenza generica.

Vale allora la pena per quelle parole chiavi che hanno un alto costo per clic inserirle nella campagna Adwords sia per corrispondenza generica che per corrispondenza esatta.

2. Gruppi di annunci (Adgroups) specifici

Google Adwords offre la possibilità di dividere la campagne in diverse gruppi di annunci con parole chiavi diverse e annunci specifici.

Oltre al prezzo pagato per clic, Google prende in considerazione anche altri fattori per decidere l’ordine di visualizzazione dei link pubblicizzati. Google infatti va ad analizzare anche altri parametri quali: il Click Through Rate (CTR), la rilevanza dell’annuncio e la pagina di destinazione per la parola chiave cercata. Quindi sulla base di tali fattori Google assegna ad ogni parola chiave un “punteggio di qualità” o qualità score.

Per migliorare il punteggio di qualità di una parola chiave il suggerimento è quello di fare dei gruppi di annunci più specifici. Anziché avere un solo gruppo di annunci ed usare quindi un’unica pubblicità per tutte le parole chiavi mandando tutto il traffico alla stessa pagina di destinazione, è più efficace creare dei sottogruppi (gruppi specifici) di parole collegati ad altrettanti annunci nei quali si utilizzino appunto le parole chiavi del sottogruppo. Ogni annuncio quindi punterà a una pagina di destinazione ben correlata al gruppo specifico di parole chiavi ed è consigliabile inoltre che la pagina di destinazione contenga al suo interno tali parole chiavi.

3. Google Content Network

Invece di affidarsi solo a Google.it, si consiglia di fare anche delle campagne puntando ai siti web di contenuto che fanno parte del network di Google (AdSense). I costi per clic sono molto più bassi sulla rete dei siti partner rispetto a Google.it.

Una campagna pubblicitaria sui siti partner richiede però un approccio diverso da quello classico che si fa nel motore di ricerca, ma con la giusta strategia anche li si può ottenere un ROI positivo.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
Adwords, Google, SEM

Come Facebook cambierà Internet

22 apr

Pubblicato da annerieke in Social media

Nessun commento

Facebook like buttonIn questi giorni è in corso la conferenza f8 di Facebook a San Francisco, dove Facebook spiega nel dettaglio i suoi progetti futuri. Tra questi vi è l’ambizioso progetto di voler cambiare la visione e l’organizzazione di Internet proponendosi come antagonista e concorrente di Google.

Facebook vuole socializzare Internet attraverso “Open Graph“: un progetto in cui diventerà possibile lo scambio d’informazioni tra Facebook e qualsiasi sito web. Facebook ha già iniziato con Facebook Connect, un sistema che si sta molto diffondendo e che permette di collegare il tuo account Facebook ad un sito che partecipa a Connect; tale modalità sarà ulteriormente ampliata. Ogni sito sarà una sorta di Facebook fanpage e ogni utente potrà visitando un dato sito indicarne il gradimento, e questo non solo per il sito ma anche per un articolo, una ricetta o un video particolare, tutto tramite il bottone ‘like’. Tutte le azioni dell’utente faranno parte dalla sua identità online e i siti internet a loro turno avranno accesso a questi dati e saranno in grado di raccogliere fan Facebook, pubblicare contenuti ai fan, e comparire nei risultati di ricerca di Facebook.

Inoltre, utilizzando nuove applicazioni come ‘Activity feed’ e ‘Recomendation feed’ su un sito si potrà vedere quali azioni hanno fatto gli amici dell’utente su quel sito e che tipo di contenuti hanno gradito. Per esempio qualora tu andassi al sito www.bimbomarket.it con l’intenzione di comprare qualcosa per il tuo piccolo, vedresti esattamente quali prodotti hanno cercato i tuoi amici, quali prodotti hanno comprato e quali sono i loro commenti sul dato prodotto.

Facebook sottolinea comunque che l’utente deve dare il permesso a siti terzi al fine di consentire l’accesso ai suoi dati su Facebook.

A questo punto la domanda spontanea è quella di capire quanto l’utente medio di Facebook saprà districarsi nelle complicate impostazioni di privacy del social network.

Che cosa significa questo …..

…. per Facebook

Facebook grazie all’enorme quantità di dati che riesce a raccogliere sul comportamento degli utenti in Internet potrebbe riorganizzare Internet come un ‘Friend Rank’ anziché come un ‘Page rank’ imposto oggi da Google. Ad esempio qualora si cercasse per “pizzeria Milano” invece di avere come primi risultati tutti quei siti che hanno fatto un buon lavoro di SEO si visualizzeranno i siti visitati e raccomandati dai propri amici. Facebook non ha ancora ufficializzato la cosa, ma è sicuramente un passo ipotizzabile per il futuro, e ciò permetterà anche di collegare un sistema di pubblicità a questi risultati di ricerca.

…. per i siti web

I titolari dei siti web saranno contenti di queste nuove caratteristiche, e restituirà loro una quota del potere perché, anziché avere una generazione di traffico verso le pagine di Facebook (di dominio diverso dal sito), il visitatore arriverà direttamente sul sito originale.

Inoltre i proprietari dei siti potranno utilizzare le informazioni dei propri visitatori al fine di migliorare i contenuti e renderli più attinenti alle esigenze del visitatore. Infine il mondo SEO cambierebbe completamente e i siti dovranno additare una strategia diversa per essere trovati nei risultati di ricerca.
…. per Google

Google forse per la prima volta avrà un vero concorrente, e sarà necessario cercare di far socializzare i loro risultati di ricerca. Questo processo è naturalmente già iniziato, ma Facebook con  oltre 400 milioni di utenti ha un chiaro vantaggio. Personalmente credo che un mix di fattori di ranking di Google e Social sarebbe la soluzione migliore per classificare i siti internet, mentre i risultati ottenuti sulla base dei soli fattori umani sarebbero probabilmente facilmente manipolabili.

….  per Noi, utenti di Internet
Si avrà un nuovo modo di navigare in Internet con risultati di ricerca più attendibili perché si baserebbero sulle opinioni della nostra rete di amici e colleghi. Ma il lato negativo sarebbe che anonimato e privacy in questo modo scomparirebbero navigando in internet, a meno di essere sufficientemente esperti circa le complicate impostazioni di privacy di Facebook.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
Facebook, Social media

Strumenti per i Webmaster di Google: Ora è possibile vedere il Clickthrough rate

15 apr

Pubblicato da annerieke in SEO

Nessun commento

Ieri Google ha annunciato che da ora in avanti tra gli Strumenti per i Webmaster verrà mostrato il Clickthrough delle ricerche naturali. Ciò significa che per ogni parola chiave sarà possibile vedere quante volte il tuo sito è comparso tra i risultati di Google, in quale posizione, per quale pagina di destinazione e quante persone hanno cliccato sul link arrivando quindi al tuo sito. Complimenti a Karel Geenen che è stata la prima persona a scoprire questa novità (prima dell’annuncio ufficiale).

Nella schermata qui sotto, è mostrato un esempio dei nuovi rapporti forniti. Come possiamo vedere nell’esempio per la parola chiave “ricky martin gay” il nostro sito ha avuto 3.600 impressioni su Google e tra questi vi sono stati 110 clic al sito, di conseguenza il clickthrough rate è pari al 3%. Inoltre, possiamo vedere che meno di 10 volte siamo apparsi alla posizione numero 1, mentre alla posizione numero 5 siamo apparsi per 210 volte, 1000 volte tra le posizioni 6 e 10, ecc… e per ognuno dei diversi posizionamenti è mostrato quante volte è stato fatto un clic al nostro link.
Google webmaster tools Ricky Martin Gay
Perché questa informazione è utile?

Quando vogliamo migliorare una campagna AdWords spesso usiamo il clickthroughrate per ottimizzare gli annunci, ora è possibile nella stessa maniera ottimizzare i risultati naturali. Ad esempio supponiamo di avere un sito con 2 pagine: una che parla di “auto” e l’altra che parla di “moto”. Negli Strumenti per Webmaster troverai le parole chiavi “auto” e “moto”, con il corrispondente numero di apparizioni e le informazioni relative alla posizione in cui sono apparse in Google.

Supponiamo che quando la parola “auto” è tra le posizioni 6-10 di Google di avere un clickthrough rate del 2%, mentre per la parola chiave “moto” nella stessa posizione vi sia un click-through rate del 4%. Questa differenza starà a significare che la visualizzazione della pagina che parla di “auto” non e ottimale.

In cosa consiste dunque la visualizzazione della pagina in Google? Principalmente il titolo della pagina e la descrizione (per questa la metadescription è spesso utilizzata), come illustrato in seguito.

Risoltati naturali Google titolo e descrizione

Provate a pensare a quanto il titolo e la descrizione può rendere attraente i vostri visitatori il visitare la pagina, magari è utile guardare le tue campagne Adwords per vedere che formulazione/testo funziona, o provare ad inserire un invito all’azione dentro la descrizione (per esempio: Auto Freak? Leggi ora qui le ultime notizie di auto …… ecc ecc).
Vi sono poi inoltre anche altre opportunità SEO messe a disposizione da questo nuova feature di Google Strumenti per webmaster.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
Google, Google Strumenti Webmaster, Motori di ricerca, Search Engine Optimization, SEO

Google Analytics per principianti

14 apr

Pubblicato da annerieke in Google Analytics

Nessun commento

Google Analytics è un programma gratuito di Google che consente di monitorare le statistiche del tuo sito web o blog. Vuoi sapere quante persone visitano il tuo sito in un giorno e da dove provengono i visitatori? Oppure per quanto tempo i visitatori rimangono sul sito e quali pagine guardano di più? In questo caso Google Analytics è il programma ideale per te e questi sono solo alcuni esempi delle molteplici statistiche che Google Analytics mette a disposizione. Nel seguente articolo illustrerò brevemente, passo per passo, come creare un account e come utilizzare Google Analytics.

Fase 1: Crea un Account

Se non hai ancora un account in Google Analytics sarà necessario crearne uno. Una volta creato il tuo account, per ottenere tutte le statistiche di cui hai bisogno sarà sufficiente copiare un’unica striscia di codice nelle pagine del sito che vuoi monitorare. Dopo aver inserito il codice di Google Analytics nelle pagine del tuo sito, tutte le statistiche verranno raccolte automaticamente e visualizzate nel tuo account. Le statistiche del vostro sito web saranno accessibili solo a voi, a meno che non permettiate anche ad altri di accedere al vostro account. In ogni caso non sarà possibile vedere le statistiche del sito da altri siti web.
Per creare un account in Google Analytics segui le seguenti istruzioni:

1. Vai alla pagina di Google Analytics
2. Clicca su “Fai clic qui per iniziare”nella finestra blu a destra della pagina.
3. Si aprirà una nuova pagina dove, qualora tu abbia già un account Google (ad esempio con Gmail oppure con AdWords) potrai accedere a Google Analytics. Se invece non possiedi un account Google, clicca la scritta: “Fai clic qui per iniziare” della casella blu in alto a destra dove c’è scritto: “Non hai un account Google?” e sarai indirizzato a una pagina dove puoi creare un nuovo account Google.
4. Una volta che avrai compilato le risposte e accettato i termini del servizio avrai creato il tuo account Google. D’ora in avanti per accedere alla tua pagine di Google Analytics basterà inserire nell’apposito box: “Accedi a Google Analytics con il tuo account Google” come user la tua email e come password quella da te scelta e cliccare “Accedi”.
5. Nella schermata successiva è possibile specificare l’URL del sito che si vuole analizzare.
6. Poi devi scegliere un nome per l’account del sito da monitorare. Ti consiglio di usare un nome facile da ricordare. Se si dispongono di più siti da monitorare sarà almeno più facile trovare le informazioni. Io di solito utilizzo il nome del sito come nome dell’account.
7. Quindi selezionare il paese e il fuso orario del sito (non deve essere necessariamente uguale a dove ti trovi tu )
8. Fai clic su Continua
9. Inserisci il tuo indirizzo nella schermata successiva.
10. Fai clic su Continua
11. Nella schermata successiva è possibile leggere le condizioni di Google Analytics, se siete d’accordo con i termini semplicemente barrare la casella in basso
12. Fare clic su Continua
13. A questo punto Google vi fornirà un codice da incollare dentro l’HTML del vostro sito.

Fase 2: Incolla il codice di Google Analytics nel tuo sito

Il pezzo di codice fornito da Google va incollato in ogni pagina del sito che si vuole monitorare. La maggior parte dei siti web sono progettati in modo tale che la parte relativa al piè di pagina (cioè la parte bassa) sia comune ad ogni pagina.
Esiste solitamente un unico file piè di pagina pertanto se inseriamo il codice di Google Analytics nel piè di pagina, automaticamente esso sarà valido per tutte le pagine del sito. Una volta trovato tale file che di spesso è nominato come: footer.php, attenersi alla seguente procedura:

1. Individua il tag body nella parte inferiore del file
2. Installa il codice di Google Analytics appena sopra questo tag
3. Salva la modifica ed inizia a misurare le statistiche del tuo sito web! (Nota Bene: Possono essere necessarie diverse ore prima che i dati dei rapporti statistici siano disponibili e quindi apparire nel tuo account)

Qualora avessi perso il codice di Goofle Analytics questi si può facilmente ritrovare accedendo al tuo account Google Analytics. Clicca il nome dell’account (sito) del quale desideri recuperare il codice. Dopo di ché, dalla pagina dell’account, trovi l’opzione “Modifica”, cliccala ed arriverai ad una pagina con le impostazioni del profilo. Proprio sopra la prima barra grigia trovi tra parentesi l’opzione “Verifica stato”, cliccaci sopra e quindi si visualizzerà la pagina dove si trova il codice da ricopiare ed incollare nel sito.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
Google Analytics

Guadagnare con Google AdSense

1 apr

Pubblicato da annerieke in AdSense

Nessun commento

E’ proprio vero?
E’ davvero possibile inserire qualche link di AdSense all’interno del mio sito web e diventare ricco? La risposta è Sì e No!
Con AdSense si può in effetti guadagnare un bel po’, ma è altrettanto vero che per poterlo fare è richiesta una certa mole di lavoro. Ecco di seguito alcuni piccoli suggerimenti su come iniziare il vostro business con Google AdSense.

1. Prima di tutto crea il tuo sito web o blog su un argomento che ti interessa e in cui quello che scrivi possa essere d’interesse ad un pubblico il più ampio possibile.
Alcuni, per decidere l’argomento del proprio blog, ricercano furbamente quelle parole chiavi di maggior valore economico cioè quelle parole chiavi per le quali gli inserzionisti sono disposti a pagare maggiormente perché appartengono a settori che hanno più valore di mercato e per le quali c’è più concorrenza. Ma spesso tale approccio si rivela poco intelligente in quanto non si è magari sufficientemente competenti dell’argomento scelto con la conseguenza che i contenuti che si andrebbero a scrivere potrebbero essere poveri e banali con l’effetto di ottenere pochi risultati.
Meglio puntare quindi su un argomento che appassiona e sul quale si ha molto da raccontare. In questo modo sarà più facile sviluppare con regolarità nuovi contenuti.
In secondo luogo, scegliendo un argomento esclusivamente per fini di guadagno pubblicitario si corre il rischio di essere etichettati come siti che sono specificatamente realizzati per AdSense. Tali siti vengono generalmente chiamati Made for AdSense (MAF) e sono spesso individuati da Google ai quali destina un minor pagamento per click o addirittura vieta la partecipazione al programma AdSense.

2. Crea un sito SEO-friendly, cioè un sito che viene trovato facilmente in Google. Una volta che hai un sito web o un blog è importante attirare nuovi visitatori al sito, perché sono loro che devono cliccare gli annunci.
Il modo migliore per farlo è quello di ottimizzare il sito per i motori di ricerca in modo che il sito web consegui una posizione migliore nella ricerca naturale e ottenga così traffico gratuitamente! E’ possibile anche promuovere il sito tramite il programma Google AdWords, ma c’è il rischio che i costi siano sempre più alti delle entrate AdSense.
Per ulteriori informazioni su come ottimizzare il vostro sito, vi rimando alla sezione Search Engine Optimization

3. Inserire gli annunci di AdSense nella giusta posizione.
Il team AdSense offre regolarmente suggerimenti su come e dove mettere gli annunci al fine di ottenere un buon CTR o Click Through Rate. Io stessa ho lavorato per alcuni anni per Google AdSense supportando diversi publishers europei nella collocazione degli annunci, quindi aspettati a breve più articoli su questo argomento all’interno di webpensiero.it .
Il principio base è quello d’inserire la pubblicità nei luoghi del sito in cui i visitatori stanno cercando maggiori informazioni, ad esempio, sotto gli articoli. Qualcuno infatti potrebbe aver appena letto un articolo interessante sul vostro sito web, magari sul search engine marketing, e volere maggiori informazioni inerenti all’argomento appena letto, gli annunci AdSense presenti sotto l’articolo, collegati al contenuto dell’ articolo stesso, offrono quindi dei link interessanti che l’utente tende a ciccare.

Anche gli annunci sotto o tra i menu di navigazione si rivelano un buon posto, la gente tende a cercare in queste posizioni per avere ulteriori informazioni, e trovando i link di Google AdSense saranno portati a cliccarli.

Un’importante raccomandazione è quella di non cliccare mai gli annunci AdSense presenti sul proprio sito, e di non chiedere ai propri amici di farlo. Sembrerebbe infatti un modo facile per ottenere denaro chiedere al tuo vicino di casa di ciccare una volta al giorno la pubblicità del tuo sito, però NON farlo! Google ha sviluppato diversi meccanismi per contrastare i clic cosiddetti fraudolenti. E se dovesse scoprire che i click non sono reali visitatori interessati, ti escluderà dal programma Google AdSense e non ti sarà mai più consentita la partecipazione.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
AdSense, Adwords, Google, Google AdSense

Installare Google Analytics su Wordpress

31 mar

Pubblicato da annerieke in Google Analytics

Nessun commento

Google Analytics è il programma ideale per tracciare le statistiche del tuo blog Wordpress. Quali sono i passi da seguire per installare il codice di Google Analytics sul tuo blog Wordpress?

Per prima cosa è necessario disporre di un account in Google Analytics. Dopo di ché ci sono due modi per aggiungere il codice al tuo blog:

1. Un primo modo è quello di utilizzare un plugin (cioè un software addizionale preesistente) Esistono innumerevoli diversi Google Analytics Wordpress Plugin tutti con caratteristiche diverse. Puoi usare quello a te più consono. Io ad esempio utilizzo il Google Analytics Wordpress plugin col quale è possibile ad esempio eliminare il traffico sul sito generato da te stesso in modo d’avere delle statistiche più “pulite”.

Una volta eseguito il download del plug-in prescelto, per installarlo è necessario inserire il tuo ID Analytics dentro la pagina opzioni del plugin e Google Analytics appare automaticamente su tutte le pagine del  tuo blog.

2. Un secondo modo è quello di scrivere il codice Google Analytics all’interno del template a piè di pagina.

Per farlo segui la seguente procedura. Entra nel tuo account Wordpress e nel menu a sinistra sotto il link “Aspetto” clicca “Editor”, si aprirà quindi la pagina con tutti i file template inerenti al tema da te in uso. Sul lato destro si trova un elenco di tutti i file, cerca il file: footer.php, aprilo e ricopia il codice di Google Analytics al suo interno. Dove esattamente devi incollare il codice? In realtà non ha molta importanza, l’unica accortezza è quella di ricopiare il codice sopra il tag </body>, ad esempio lo potrai collocare dove t’indica la freccia rosa dell’immagine qui sotto.

Google Analytics su Wordpress

Ma perché il codice Google Analytics va ricopiato proprio a piè di pagina?

Semplice perché il footer (cioè la parte inferiore della pagina), viene sempre richiamato da ogni pagina, ed in questo modo il codice di Google Analytics sarà presente in ogni pagina. È possibile verificare questo visitando la sorgente del vostro sito web. Quando aprite la sorgente e ricercate per “page tracker” troverete, se ben impostato, il codice di Google Analytics. Ah…naturalmente se decidete un giorno di cambiare il template del vostro blog sarà necessario ripetere l’operazione.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
Google Analytics, Wordpress

Perché il mio sito non viene trovato in Google?

26 mar

Pubblicato da annerieke in SEO

Nessun commento

Come fare affinché il mio sito venga trovato in Google per una relativa parola chiave legata alla mia attività? Questa è la domanda chiave di molti imprenditori e proprietari di siti web. Prima di pensare ad armeggiare con i meta tag ed altre cose che stanno dietro le quinte è consigliabile osservare attentamente al contenuto del proprio sito web e adattarlo in modo tale che le persone desiderate possano giungere al sito.

Chiediti quali sono le parole chiave che i tuoi clienti cercherebbero in Google per trovare il tuo sito ed assicurati che queste parole chiave siano utilizzate sul sito !!

Ad esempio supponiamo di possedere uno dei più grandi e completi siti che trattano dell’argomento relativo al matrimonio… però il sito si chiama www.sposare.it… ed utilizza poco la parola “matrimonio”… si avrà quindi molta difficoltà a trovarlo attraverso Google con la parola “matrimonio”, anche se magari esso risultasse alla posizione numero uno in Google sulla base dei contenuti.

I motori di ricerca non sono (ancora) in grado di pensare con quella logica di ragionamento che “sposare” si riferisce per il 100% a “matrimonio”.

Come decidere allora su quale parole chiave puntare? Prima di tutto è necessario indagare quali sono i volumi che una ricerca in Google produce relativamente ad ogni parola chiave che sia collegata al contenuto del sito che si vuole promuovere. Google ha un tool ideale per fare ciò e si chiama Google Insight for Search. Attraverso questo tool è possibile confrontare i volumi di ricerca delle diverse parole.  Fatta tale analisi si dovrà dare enfasi sul proprio sito alle parole più cercate.

E’ anche importante esaminare come e dove usare queste parole chiave: la parola è solo nominata un paio di volte nel testo oppure esiste una sezione o una pagina dedicata a questa parola?  Avendo la parola chiave contenuta nell’URL, o nel Titolo o ancora nell’Header, essa viene considerata da un motore di ricerca più importante rispetto alle parole incluse solamente all’interno del testo di un articolo.

E’ buona norma prima di realizzare un sito web pensare alle parole chiave per le quali si desidera raggiungere un buon posizionamento in Google e di conseguenza strutturare il sito intorno a queste parole. Questo modo di procedere è molto più semplice di dover invece modificare il sito in un secondo tempo.

Una cosa da evitare è l’ imbottitura del sito con liste di keyword (nascoste), assicurati sempre di offrire un contenuto autentico ed utile per gli utenti, altrimenti si corre il rischio che i motori di ricerca lo indicizzano come keyword spam con la conseguenza che il sito sarà punito negli index ed il posizionamento abbassato.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • del.icio.us
  • email
  • Add to favorites
  • LinkedIn
  • FriendFeed
Google, Motori di ricerca, Search Engine Optimization, SEO
12»
  • Categorie

    • AdSense
    • Creare un Sito
    • Google Analytics
    • SEM
    • SEO
    • Social media
  • Seguici

  • Articoli recenti

    • Wordpress oppure Joomla ?
    • Come migliorare il tuo profilo LinkedIn? 6 consigli
    • SEO per blog: migliorare il posizionamento in 8 step
    • Google AdWords: consigli per diminuire il CPC
    • Come Facebook cambierà Internet
  • Ultimi tweet

    • Annerieke Verschoor@paesibassi where in Italy are you??? Or is the weather in Holland that bad ;-) - posted 3 months ago
    • Annerieke VerschoorCome migliorare il tuo profilo LinkedIn? 6 consigli http://tiny.cc/vzbts #linkedin - posted 3 months ago
    • Annerieke Verschoorfinalmente Google annuncia il revenue share di AdSense http://tiny.cc/jgbv5 ... non c'e più bisogno tenere questo segretto, che sollievo ;-) - posted 3 months ago
    • Annerieke VerschoorInevitabile: Facebook Preparing To Release Simple Privacy Settings: http://bit.ly/dw8exx via @addthis - posted 4 months ago
    • Annerieke Verschoorenjoyed my first GGD last night http://www.girlgeekdinnersmilano.com/eventi/ggd-milano-12-le-speakers/ - posted 4 months ago
  • Blogroll

    • Digital Marketing Lab
    • Google Analytics in 30 sec
    • Mauro Lupi
    • Online Marketing Blog
  • Tags

    AdSense Adwords blogging CMS Donna e web Facebook Girl Geek Dinner Google Google AdSense Google Analytics Google Strumenti Webmaster joomla LinkedIn Motori di ricerca Search Engine Optimization SEM SEO slideshare Social media Twitter Wordpress
  • Cerca

Tema Mystique realizzato da digitalnature | Traduzione PaRRoT | Powered by WordPress
Feed RSS XHTML 1.1 Top